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IL TERRORE DELL’ERRORE

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IL TERRORE DELL’ERRORE

In aula e durante le sessioni di Coaching affronto spesso il tema dell’Errore.

È un tema che salta fuori naturalmente quando affronto argomenti come il cambiamento, il problem solving e il feedback.

Quello che posso trarre da questa esperienza diretta è che, in molti casi, l’errore spaventa. Viene vissuto come un fallimento, nel senso più pesante del termine.

Ma se ci fermiamo a ragionare oggettivamente su questa equazione ci rendiamo conto che è sbagliata.

Tutti coloro che hanno creato o innovato qualcosa hanno fatto i conti con gli errori e non una sola volta, ma 100, 500,   anche 2.000 volte. Pensa a Thomas Edison e la lampadina…

È come interpreti l’errore che fa la differenza.

E ti parla una persona che in passato ha provato troppo spesso la paura di sbagliare e che anche oggi, ogni tanto, ha necessità di ricordare a se stessa la frase di Nelson Mandela:

 Io non perdo mai.
O vinco o imparo.

Perché l’errore è un grande insegnante. Impariamo molto più da lui che da tutte le cose che ci vanno dritte.

Ben peggiore è la situazione di immobilismo a cui può portare il pressante timore di sbagliare.

In un caso vedo l’errore come un fallimento: quando chi lo effettua lo archivia (più o meno a cuor leggero) senza sfruttare tutto  il buon insegnamento che gli può offrire.

Gli americani dicono Fail fast: sbaglia in fretta; ma prova sul campo, fai esperienza e correggi il tiro.

Questo non vuol dire prendere sottogamba le attività che svolgiamo o le nostre responsabilità. La giusta attenzione è corretta e dovuta. Ma sbagliare è umano, ci stà, mettiamolo in conto.

La storia inoltre, è piena di errori che hanno portato a scoperte e innovazioni importanti (pensa solo alla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo grazie a errori di misurazione.)

Spesso gli sbagli, le anomalie delle cose che non vanno come ci si aspettava, fanno scattare nuove idee e intuizioni. Questo accade in quanto eventi del genere ci fanno uscire dai confini della “ragionevolezza” entro i quali siamo normalmente costretti a lavorare.

(E. De Bono, tratto da Essere creativi)

Quindi, quando sbaglierai la prossima volta, anziché arrabbiarti e rivolgerti parole irripetibili, oppure rammaricarti fino a desistere dall’attività che hai intrapreso, valuta oggettivamente la situazione, trai tutto ciò che di positivo ti offre, compreso l’insegnamento di  cosa fare e come farlo meglio la prossima volta.

 

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By | 2019-03-07T16:44:09+00:00 marzo 7th, 2019|Obiettivi|0 Comments

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