L’Industria 4.0 e l’avvento dell’Intelligenza Artificiale hanno catalizzato l’attenzione verso l’evoluzione tecnologica e le sue implicazioni. Tuttavia, spesso si trascura il ruolo centrale dell’individuo in questo contesto. È fondamentale comprendere che questa rivoluzione non riguarda solamente la tecnologia, ma anche e soprattutto le persone.
Numerose fonti autorevoli sottolineano la necessità di sviluppare e coltivare le competenze chiave degli individui per affrontare e sfruttare appieno questa trasformazione. Accanto alle competenze tecniche, le soft skill giocano un ruolo essenziale.
In “Alla ricerca delle competenze 4.0”, analisi del 2015 condotta da Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza in collaborazione l’Università di Milano Bicocca-Crisp (Centro di ricerca interuniversitario per i servizi di pubblica utilità) si legge:
Accanto alla dimensione delle competenze tecnico-professionali, in tema di soft skill sono richieste la capacità di lavorare in team, il problem solving, le abilità comunicative e relazionali e la flessibilità (declinata sia come disponibilità agli spostamenti, sia come orario di lavoro).
L’esperienza emerge per certe figure come fattore fondamentale, sono importanti aspetti caratteriali come la precisione, l’affidabilità e la determinazione, non deve mancare la capacità di gestione dello stress.
Il World Economic Forum identificò le dieci competenze fondamentali per il 2020, con il problem solving al primo posto, seguito dal pensiero critico e dalla creatività. Queste competenze diventano cruciali in un contesto in cui le sfide e le situazioni critiche richiedono soluzioni innovative, una visione completa, analitica e fuori dagli schemi.
A seguire troviamo la Gestione delle persone, Lavorare in gruppo, l’Intelligenza Emotiva, la Capacità di Giudizio e di prendere Decisioni, l’Orientamento al servizio, la Negoziazione e la Flessibilità cognitiva.
Problem solving, pensiero critico e creatività le ritroviamo anche nelle competenze fondamentali per il 2025, stilate sempre dal World Economic Forum, unitamente ad altre competenze come la leadership, uso e sviluppo della tecnologia (a dimostrazione di quanto essa sia nella quotidianità lavorativa di tutti) e competenze di autogestione come l’apprendimento attivo, la resilienza, la tolleranza allo stress e la flessibilità.
Inoltre, “the Future of Jobs” del 2018 sottolinea che l’adozione delle nuove tecnologie può portare alla creazione e all’aumento dei posti di lavoro solo se accompagnata dalla riqualificazione e dall’aggiornamento continui delle competenze delle persone:
L’adozione di nuove tecnologie favorisce la crescita del business, la creazione di nuovi posti di lavoro e l’aumento dei posti di lavoro esistenti, a condizione di sfruttare appieno i talenti di una forza lavoro motivata e agile, dotata di capacità adeguate alle esigenze future per trarre vantaggio da nuove opportunità attraverso la riqualificazione e l’aggiornamento continui.
Pertanto, è essenziale investire nella riqualificazione e nell’aggiornamento delle persone, non solo sul fronte tecnico, ma anche sulle soft skill. Solo così saranno in grado di affrontare le sfide introdotte dalle innovazioni tecnologiche e di massimizzare il loro potenziale.
Per garantire che le persone siano pronte ad affrontare queste sfide, è necessario un impegno costante nell’aggiornamento, nel coinvolgimento e nella motivazione. Solo attraverso questo approccio sarà possibile sfruttare appieno le opportunità offerte dall’Industria 4.0 e dalla rivoluzione tecnologica, garantendo al contempo il benessere e lo sviluppo delle risorse umane all’interno delle organizzazioni.

