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IL MITO DEL MULTITASKING

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IL MITO DEL MULTITASKING

Si sente parlare molto di multitasking. A volte viene definito come un male che affligge tutti, chi più chi meno, dovuto alla vita frenetica della nostra epoca.

Altre volte, soprattutto dalle nuove generazioni, viene invece dipinto come una qualità ad alto impatto positivo che ti permette di avere “una marcia in più”.

Di ricerche sul multitasking ce ne sono svariate, ma non ti tedierò sciorinandoti una lista considerevole di esperimenti e studi di varie Università in giro per il mondo.

Due considerazioni però sono importanti:

  1. Sicuramente riusciamo ad effettuare più di una attività alla volta, e non solo grazie o a causa dei tempi contemporanei. Ad esempio, riusciamo a mangiare un gelato mentre camminiamo, oppure ascoltare e prendere appunti durante una riunione di lavoro.
  2. “Le nostre funzioni mentali hanno una capacità limitata: non ci possono essere dubbi sul fatto che possiamo pensare poche cose alla volta, spesso ad una sola.” Qui cito Paolo Legrenzi e Carlo Umiltà, dal libro “Una cosa alla volta”.

Quindi? Ti chiederai.

La differenza sostanziale la fa quanto siano automatiche le attività che stiamo svolgendo o, viceversa, quanta attenzione dobbiamo mettere in gioco.

Se stirare e seguire una trasmissione televisiva è più che fattibile (attenzione però, se hai anche la cena sul fuoco, è facile che questa si bruci, lo so per esperienza … 🙂 ) , cosa diversa è quando devi svolgere attività particolarmente impegnative, come la stesura di un progetto, l’elaborazione di un preventivo complesso o la preparazione ad un incontro importante.

Più che saltare continuamente da un lavoro ad un altro, tentando di portarli avanti contemporaneamente, con le perdite di energia e tempo che ciò comporta, concentrati su un’attività alla volta, se possibile portandola a termine, o comunque dedica delle finestre di tempo ben determinate in cui concentrarti su un unico  progetto.

Io trovo molto efficaci le finestre di 90 minuti: mi organizzo per evitare ogni distrazione, silenzio le notifiche del cellulare e del PC, faccio pulizia sulla scrivania, lasciando solo documenti e strumenti utili per l’attività che svolgerò e … mi immergo!

E alla fine del blocco temporale:  PAUSA! E intendo pausa vera, no social, mail, chat…  Qui per il benefico utilizzo delle pause .

Sarebbe fantastico se fosse possibile tenere tutte le interferenze al largo dal nostro ufficio e, quindi,  dalla nostra testa, ma se ci siamo ben organizzati, con i collaboratori che sanno cosa e come portare a termine i propri compiti, le interruzioni saranno ridotte all’osso e noi rimarremo più facilmente e proficuamente concentrati su ciò che stiamo facendo. Ti consiglio di leggere sull’argomento Tempo e priorità .

Dopo la pausa potrai dedicare un altro slot di tempo ad un’altra attività prioritaria, concentrandoti, per il tempo prestabilito, completamente ad essa.

Vedrai, alla fine della giornata, quanto lavoro di qualità avrai effettuato con efficienza, gestendo al meglio le tue energie e il tuo tempo.

 

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By | 2019-02-13T06:52:53+00:00 febbraio 13th, 2019|Management, Produttività|0 Comments

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